24/09-01/10/2022 – Andalusia Atlantica


La giornata era magnifica a Sanlucar de Barrameda il giorno fissato per la partenza della flota de Indias. Da qui e dagli altri porti della Costa de la Luz partì Colombo per i suoi viaggi nelle Americhe e Magellano per le Molucche.
Il cielo brillava d’un azzurro abbagliante, il mare rispondeva d’un blu profondo appena striato di spume bianche e verdastre, il vento teso che portava dall’Africa soffi di sabbia, gonfiava le insegne e frustava le sartie che stringevano i fasci delle vele non ancora issate.
Sui galeoni barili di ceci, fagioli secchi, farina salata, aceto, melassa, sardine, carne di bue e maiale salata e speziata.
Il sale e il sole bruciavano la pelle ai marinai e alla folla che davanti alla grande croce ascoltava la Santa Messa. Al termine i marinai ricevettero l’assoluzione tra i mesti saluti delle loro donne e con le scialuppe s’imbarcarono sui galeoni. Il vento colpì forte le vele sciolte, che subito si gonfiarono e imbizzarrirono le navi, stirandone fragorosamente il fasciame. I navigli acquistarono subito gran velocità e puntarono dritti verso occidente. La flota era ormai solo una macchia contro l’orizzonte e se Dio avesse voluto sarebbe arrivata alle coste della Nuova Spagna di lì a cinque, forse sei settimane. E tutti a Siviglia, sarebbero stati in ansiosa attesa sino a quando le navi sarebbero tornate, cariche d’argento, spezie, strani animali e schiavi.
Molti dei marinai non sarebbero più tornati, morti di febbri, uccisi dalle punizioni dei loro stessi comandanti o nelle imboscate in uno dei porti in cui sarebbero scesi a cercare una donna o negli scontri con gli indocili selvaggi. Altri sarebbero rimasti nel Nuovo Mondo a cercare di far fruttare il soldo del viaggio in commerci e attività più o meno losche o a onestamente coltivare qualche lembo di terra ottenuto in mercedes da un viceré o da un governatore.

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